Roma ha la più estesa rete di acqua pubblica al mondo, accessibile per tutti nei quartieri della città. Sono oltre 2800 le fontanelle, chiamati dai romani “nasoni”, che erogano acqua potabile gratuita, di cui 300 nella città entro le mura. Nate nel 1874 da un’idea dell’allora Sindaco Luigi Pianciani, garantiscono la prevenzione di problematiche igienico/sanitarie e di odori nelle reti di drenaggio centrali e periferiche, nonché in aree dove sono presenti mercati, chioschi, attività ambulanti. Erogano complessivamente meno dell’1% del totale immesso nella rete. Il flusso regolare permette l’ottimizzazione delle pressioni e della qualità dell’acqua, particolarmente nelle zone periferiche della rete, ma i nasoni svolgono anche un importante ruolo sociale oltre che di salute pubblica in particolare nella stagione estiva nelle giornate di caldo intenso.
L’evoluzione moderna dei nasoni sono le “Case dell’acqua”, dove oltre a bere gratuitamente acqua potabile liscia e frizzante è possibile ricaricare tablet e smartphone e consultare informazioni di pubblica utilità sui display digitali. Attualmente sono 30 le Case dell’acqua a Roma gestite da Acea.
Obiettivo dell’amministrazione è di ampliare la rete delle “Case dell’acqua”, portarle nei luoghi più frequentati d’estate e nei quartieri più caldi della città, recuperando e riusando l’acqua per l’irrigazione di giardini e parchi.
Con gli interventi del Giubileo 2025 sono state installate già 14 Case dell’acqua Piazza della Città Leonina, Musei Vaticani. Basilica San Paolo Fuori le mura, Piazza Santa Croce in Gerusalemme, Basilica San Giovanni, Piazza G. Belli, Largo Pietro Tacchi Venturi, Piazza Santa Maria Liberatrice, Piazzale del Verano, Stazione Tiburtina, Stazione Termini, Castel Sant’Angelo, Piazza Risorgimento, Piazza di Santa Maria Maggiore.
Sull’ APP Acquea si trovano le informazioni – disponibili in italiano, inglese e spagnolo – e si possono individuare le fontanelle e le case dell’acqua più vicine e la mappa della loro localizzazione