Roma deve prepararsi per affrontare scenari di cambiamenti climatici che potranno aumentare gli impatti e, quindi, il rischio a cui è esposta la città, la sua economia e il tessuto sociale. A livello internazionale sono stati elaborati scenari climatici, da parte del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) delle Nazioni Unite, che prendono in considerazione diverse proiezioni di aumento delle emissioni globali e delle temperature che dipenderanno dalle misure che i Paesi saranno in grado di realizzare per rimanere entro gli obiettivi di aumento delle temperature previsti dall’Accordo di Parigi. Mentre gli scenari nella proiezione di quanto potrà accadere a fine secolo sono caratterizzati da rilevanti margini di incertezza, tutte le città che stanno lavorando sull’adattamento considerano come riferimento per l’individuazione delle misure di adattamento gli scenari al 2050.
I risultati delle proiezioni
Roma Capitale ha chiesto a CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici) di elaborare per la Strategia di adattamento climatico una valutazione delle variazioni climatiche nel periodo compreso tra il 2036 e il 2065. Le elaborazioni hanno preso in considerazione i tre scenari specifici elaborati dall’IPCC:
- RCP8.5 “Ad elevate emissioni”,
- RCP4.5 “Forte mitigazione”,
- RCP2.6 “Mitigazione aggressiva”.
Le sigle associate ai singoli scenari, come RCP8.5 "Ad alte emissioni", RCP4.5 "Forte mitigazione" e RCP2.6 "Mitigazione aggressiva" sono semplificazioni comunemente utilizzate dalle diverse documentazioni disponibili (e.g. Climate-ADAPT) per descrivere le diverse proiezioni di emissioni di gas serra nel contesto del cambiamento climatico. È importante sottolineare che queste sigle sono semplificazioni utilizzate per facilitare la comprensione dei diversi scenari di emissioni e non rappresentano necessariamente esatte descrizioni di ciò che accadrà nel futuro.
L’elaborazione ha stimato per i tre diversi scenari quanto potrebbe avvenire e in tutte le simulazioni sono accomunati da una stessa inequivocabile tendenza di aumento delle temperature medie, della durata dei periodi di caldo, dell’indice di disagio termico e della riduzione dei giorni di gelo.
La scienza del clima mette in evidenza l’incertezza rispetto alla precisione di stime a livello locale troppo proiettate in avanti nel tempo perché legate agli aumenti delle temperature nelle diverse aree del mondo e alla non linearità delle conseguenze dei processi di riscaldamento globale nelle singole aree urbane. Ma quello che è indiscutibile è che a Roma, seppur con differenze legate agli scenari emissivi, si avranno un aumento della frequenza e intensità dei fenomeni atmosferici che già attualmente determinano impatti rilevanti sulla città, oltre all’aumento dei periodi di caldo intenso e delle cosiddette notti tropicali.