Il territorio di Roma negli ultimi anni ha visto cambiamenti significativi delle temperature e delle precipitazioni. I dati meteo-climatici evidenziano una tendenza alla crescita della temperatura tra il 1991 e il 2024, con i valori più alti registrati nell’ultimo decennio. Secondo i dati prodotti dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati a Roma, con il 2024 che detiene il primato assoluto, con un incremento di 2,5°C rispetto alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Inoltre, è in aumento il numero di giorni torridi (ossia i giorni con temperatura massima maggiore di 35 °C) e di notti tropicali (con temperature che di notte non scendono sotto i 20°C). Il 2024 ha visto 27 giorni torridi e 16 notti tropicali in più rispetto al periodo di riferimento 1991-2020.
Rispetto alle precipitazioni si evidenzia, invece, un aumento della variabilità e cambiamenti nei regimi pluviometrici, con anni piovosi che si alternano ad anni poco piovosi, l’allungamento dei giorni senza precipitazioni e, al contempo, dell’intensità delle precipitazioni in alcune giornate. La precipitazione totale annua è stata pari in media a 807 millimetri nel periodo 1971-2000, per poi scendere a 783 nel periodo 2011-2021 e diminuire ancora negli ultimi anni, con circa 600 mm nel 2023 e nel 2024.. Un’analisi dei giorni con precipitazione molto intensa mette in evidenza come la pioggia si concentra sempre di più nei giorni molto piovosi, con conseguenze negative di gestione dei fenomeni.
Sono quattro le priorità che riguardano gli impatti nel territorio di Roma:
L'impatto delle piogge
La maggiore intensità e frequenza di piogge intense e alluvioni, con conseguenze per le infrastrutture e gli spazi urbani, per le rilevanti situazioni di rischio idrogeologico presenti. Secondo l’Autorità distrettuale di Bacino dell’Appennino centrale, sono quasi 400mila le persone che vivono in aree a rischio idrogeologico: circa 145mila persone in aree soggette ad esondazioni dirette dei corsi d’acqua e circa 245mila in zone interessate da potenziali fenomeni di flash flood (alluvioni lampo).
L'impatto sulla sicurezza degli approvvigionamenti idrici
In una prospettiva di più lunghi periodi di siccità l’attenzione alla risorsa acqua diventa strategica, occorre ridurre le perdite (a Roma pari al 27,8% contro una media nazionale del 41) e ripensare il modello di gestione per ridurre drasticamente il consumo di acqua di sorgente, così come i prelievi dai pozzi, attraverso scelte innovative di risparmio idrico negli usi domestici, agricoli, industriali e la sostituzione con acqua proveniente dall’accumulo di quella piovana e dai depuratori, dunque pulita e utilizzabile per tutti gli usi compatibili come previsto dalle Direttive europee.
L'impatto del caldo sull'area urbana
La crescita delle temperature e delle ondate di calore, in una città dove già il caldo è cresciuto e con quartieri dove si riscontra un preoccupante effetto isola di calore urbano. Le analisi epidemiologiche (studio della distribuzione della salute e delle malattie delle popolazioni) mettono in evidenzia un aumento della mortalità e dei ricoveri ospedalieri come conseguenza di periodi di ondate di calore, con un effetto maggiore e sinergico quando associati a picchi di inquinamento atmosferico. L’analisi integrata della vulnerabilità ambientale e di quella sociale, per il basso stato socioeconomico, mostra come il 9% della popolazione residente a Roma vive in quartieri a rischio in periodi di prolungate ondate di calore.
L'impatto sul litorale costiero
In questi anni sono aumentati gli impatti di mareggiate e trombe d’aria, i processi di erosione delle spiagge nei circa 20 chilometri di litorale di Roma. In una prospettiva di innalzamento del livello del mare i modelli di simulazione dei cambiamenti della linea di costa indicano con chiarezza gli ambiti a maggior rischio, perché ad una quota inferiore al livello del mare, e quelli dove potrebbero intensificarsi i processi di risalita del cuneo salino.