L’area di Porta Portese, individuata dal PRG di Roma come area urbana da valorizzare e dalle forti potenzialità di recupero, necessita di proseguire le progettualità di riqualificazione già avviate (Riqualificazione dell’Arsenale Pontificio e dell’ex GIL), inserendole in un intervento di rigenerazione urbana più ampio ed unitario che consenta di eleggere l’intero ambito a nuova centralità urbana. Attualmente poco vissuta dai turisti e dalla popolazione se non per il mercato domenicale, l’intera area è costellata di emergenze architettoniche di pregio, soprattutto di archeologia industriale, alcune delle quali versano in stato di degrado. L’originario rapporto dell’area con il Tevere è ormai interrotto a causa della presenza di numerosi fabbricati sorti lungo via Portuense che impediscono la vista del fiume.
Nel 2024 l’Agenzia del Demanio e l’Amministrazione Capitolina hanno firmato il Protocollo di Intesa per la realizzazione del Programma di Rigenerazione Urbana dell’area di Porta Portese, che vedrà impegnate le Amministrazioni a concorrere a un programma di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione ecosostenibile attraverso la valorizzazione in chiave economica, sociale, ambientale, turistico-culturale degli immobili pubblici per favorire la creazione di nuovo valore sul territorio, mettendo in atto le azioni conseguenti in relazione ai beni facenti parte del proprio assetto proprietario, in sinergia con l’altra parte e con gli ulteriori attori pubblici e privati eventualmente interessati nell’iniziativa. L’obiettivo è quello di definire un ambito urbano policentrico, accessibile e sostenibile, secondo il modello «città dei 15 minuti» attraverso:
- la ridefinizione architettonica degli spazi aperti per renderli più accessibili ai pedoni;
- il recupero e la rifunzionalizzazione di edifici pubblici con l’introduzione di nuove funzioni culturali, turistico-alberghiere, commerciali e residenziali per creare valore sul territorio;
- l’individuazione di un sistema di relazioni, collegamenti trasversali e percorsi pedonali per ricomporre la continuità sistemica dei percorsi tra il Fiume, via Portuense, viale Trastevere, Monteverde e Gianicolo;
- la nuova definizione di via Portuense come strada urbana ad alto valore ambientale;
- la progettazione di nuovi affacci sul Tevere per ricostituire il rapporto visivo tra il fiume e la Città;
- la creazione di un parco fluviale per riconquistare spazi verdi lungo gli argini e migliorare l’accessibilità alle sponde.









